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SERATA DI PRESENTAZIONE DELL’INIZIATIVA F.I.E. 2010 “CAMMINA PER L’ABRUZZO” Una speciale dedica per le genti aquilane di Roberto Gualandri Sono trascorsi diversi mesi da quella drammatica notte di Aprile, eppure quelle indimenticabili immagini di distruzione e disperazione che hanno duramente colpito le Popolazioni Aquilane della Valle dell’Aterno, restano ben impresse nella nostra mente, quasi fossero ferite inguaribili. Per molto tempo incollati davanti alla televisione o direttamente impegnati nei soccorsi tra le tendopoli, abbiamo preso coscienza degli incredibili drammi di tanti nuclei familiari che fino a quel momento avevano animato, nella semplicità e nella quotidiana convivialità, piccoli borghi rurali o i più moderni quartieri urbanizzati. Sarà per quel legame indissolubile che unisce da sempre gli appassionati di montagna alle terre dell’Abruzzo e per altri più complessi motivi che sono gelosamente custoditi nel nostro cuore, fatto è che abbiamo avvertito un rinnovato bisogno di riavere quei volti vicino a noi … Sono sensazioni spontanee, che fuoriescono dal profondo dei sentimenti e che ci hanno spronato a proporre, in coincidenza del periodo di ricostruzione, l’ambizioso e noto Programma Annuale FIE “Cammina per l’Abruzzo”; Duecento proposte in totale che riguardano principalmente i maggiori gruppi montuosi dell’aquilano, mirate a direzionare la cittadinanza residente nella capitale, verso forme di escursionismo responsabile in grado di valorizzare e rendere protagoniste anche quelle stesse zone di fondovalle, maggiormente interessate dall’epicentro del sisma. Dalle città romane di Amiternum e Peltuinum, ai leggendari novantanove Castelli medievali dell’Aterno, dagli straordinari Tesori del sacro, alle celebri Vie verdi della transumanza, questa insolita valle che ospita il maggiore dei fiumi della regione è anche nota per i suoi privilegiati punti d’osservazione verso le vette del Gran Sasso e continua miracolosamente a regalare emozioni a non finire, nonostante siano ovunque percepibili i segni della distruzione. E’ ferma volontà dei promotori inoltre, caratterizzare ciascuna iniziativa in maniera da coniugare l’aspetto promozionale del territorio attraverso le testimonianze storico -culturali e paesaggistico – ambientali, ai momenti di profondo significato umano rappresentati dalla visita dei centri storici più danneggiati, che andranno certamente ad interessere anche il centro cittadino dell’Aquila; Questi momenti di interrelazione sociale immaginati come punto di massima espressione dell’iniziativa, acquisterebbero maggiormente valore se organizzati e realizzati insieme alle realtà territoriali locali maggiormente rappresentative, sia di carattere istituzionale che di libera espressione della società civile. Un passo fondamentale per arrivare a mettere in piedi un sistema di rete interregionale capace di dialogare, scambiare informazioni e soprattutto di assicurare continuità a quelle iniziative di carattere culturale che favoriscono le relazioni umane e il miglioramento della qualità della vita di ciascun individuo, in grado di fronteggiare le fragilità di una economia globalizzata che continua colpevolmente a penalizzare le realtà montane. Le ultime parole di presentazione, vorrei intenzionalmente dedicarle proprio a Voi popolazioni aquilane, poiché malgrado il prezzo elevato pagato in termini di vite umane, di beni materiali ed affettivi e di sofferenza interiore, vi siete particolarmente contraddistinte per dignità, spirito di adattamento e compostezza. Da Voi abbiamo appreso davvero tanto e molto vogliamo ancora apprendere; per questo ci sentiamo in dovere come Federazione, di contribuire in qualche modo a sollecitare una vera rinascita culturale per questo sorprendente angolo d’Abruzzo: lo meritano gli incantevoli scenari dei paesaggi e ancor più lo meritate Voi, straordinarie persone che popolate quelle deliziose terre! L’invito alla condivisione di questi particolari momenti in escursione, è invece un sentimento di gratitudine che vogliamo estendere a tutti i soci e simpatizzanti della F.I.E., perché immaginiamo già da qualche tempo ad occhi chiusi, di vederli in mezzo a voi. Roma 22 Gennaio 2010
I CITTADINI ROMANI ATTENDONO SPERANZOSI LA PROMESSA DI
RIQUALIFICAZIONE Un fine settimana di festa organizzato dall’Associazione “Radici” ha caratterizzato, nelle giornate di Venerdi 16, Sabato 17 e Domenica 18 Ottobre, il popolare quartiere romano “Tiburtino”, nel proposito di sensibilizzare la cittadinanza sull’urgenza di mettere in atto le azioni promesse da tempo, in grado di qualificare un ampio spazio verde dove è presente una pagina importante della storia della nostra città. L’iniziativa svoltasi all’interno di una porzione appositamente bonificata per l’occasione, ha visto la partecipazione di tante realtà del quartiere unitamente alle rappresentanze associative e soprattutto di numerose famiglie residenti, che hanno avuto modo di intrattenersi tra stand culturali ed artigianali, occasioni di incontro, nonché di rilassarsi presso un piccolo punto di ristoro. Sul palco centrale oltre all’apprezzato spazio di musica cubana curato dall’Associazione “Angulo Cubano”, che ha certamente contribuito a riscaldare la frizzante e inattesa tramontana, c’è stato il tanto atteso incontro pubblico durante il quale gli organizzatori rappresentati dal sempre vivace Luigi Di Cesare, hanno chiesto ai rappresentanti istituzionali presenti (l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma Fabio De Lillo, il Capogruppo Regionale di Sinistra e Libertà Enrico Fontana, il Presidente del Gruppo Misto al Consiglio Comunale di Roma Gemma Azuni) impegni precisi e scadenze certe per aprire i cantieri di lavoro nel Parco. L’appello teso a dare continuità al progetto di riqualificazione dell’area verde è stato altresì rafforzato dall’intervento del nostro Rappresentante F.I.E. Roberto Gualandri, il quale oltre a sollecitare le Autorità presenti della necessità di uno spazio verde in un quartiere che più di ogni altro ha subito la pressione delle nuove opere di modernizzazione del sistema di trasporto e viabilità, ha tenuto a sottolineare che adoperarsi per migliorare la qualità della vita dei cittadini romani è un dovere al quale nessuno può sottrarsi. Nella mattinata di Domenica 18 infine, è stata effettuata una visita guidata all’interno del Parco, attraverso un piacevole percorso che ha raggiunto la Villa Romana attribuita al Patrizio Aquilio Regolo, vissuto pochi anni dopo la nascita di Cristo. L’escursione ha permesso di prendere coscienza delle attuali condizioni di degrado in cui versa la gran parte della zona da sottoporre a tutela, ma anche del rilevante valore dei siti archeologici che contrassegnano questa importante porzione di territorio compreso tra le antiche arterie viarie della Collatina e della Via Valeria. L’appuntamento per tutti è stato fissato nella prima decade di Novembre dove, in concomitanza della Festa della Castagna e del Vino Novello organizzata nell’adiacente Casale della Cacciarella, dovremmo iniziare ad apprezzare le prime opere di pulitura e piantumazione dell’area.
APPUNTI DI COMUNICAZIONE AMBIENTALE DEL MESE DI OTTOBRE di Roberto Gualandri Che la Regione Sicilia fosse in generale tra le zone più in difficoltà del nostro paese, ne eravamo un po’ tutti a conoscenza, ma che ci si stesse sbriciolando sotto gli occhi, nel più totale disinteresse, forse non lo avevamo ancora percepito. Viene davvero tristezza pensare la portata storica di ricchezza culturale: dai fasti dell’Antica Grecia, al periodo Normanno, dalla cultura Araba a quella Iberica, ogni luogo in quella terra era in grado di esprimere il miglior esempio possibile di forza autonoma. Invece siamo nel buio più profondo.
E badate
bene, non è solo una questione di Mafia. La realtà in quei luoghi è un’altra purtroppo; è quella costruita ed imposta sulla diffidenza e l’egoismo del singolo che giudica mentalmente ostile tutto ciò che è oltre il proprio uscio di casa, ma è anche la rinuncia a qualunque sentimento propositivo di appartenenza, di aggregazione culturale, di spirito di accoglienza e soprattutto, la mancanza di speranza per tutto ciò che circonda. Cito soltanto tre esempi per sintetizzare quanto detto:
Altro che Ponte di Messina caro Cavalieri Berlusconi, cerchiamo prima di rimettere in piedi i cocci materiali ed interiori di una terra un tempo considerata, il Giardino del Mediterraneo…. E a proposito del disastro che ha colpito il messinese, prendo spunto da un ottimo editoriale del quotidiano “Terra” per riportare un amara storia italiana iniziata dopo le alluvioni del 1966, in coincidenza con l’istituzione di un apposita Commissione “De Marchi” per lo studio della situazione idraulica e la difesa del suolo. Pensate che solo nel secolo scorso il nostro paese tra frane ed alluvioni ha registrato 10 mila vittime! Una volta raggiunto questo triste primato ci siamo mobilitati per completare i cosiddetti Piani di Assetto Idrogeologici, uno strumento in grado definire la consapevolezza del rischio, attraverso una mappatura completa del territorio con definizione del livello di rischio, una quantificazione dei costi d’intervento con messa a punto degli strumenti operativi. Eppure si continua a morire per eventi che, con una grande dose di cinismo, sono definiti “naturali”. Dopo Sarno fu quantificato in 40 miliardi di euro la spesa per la messa in sicurezza del territorio italiano. Poi la Finanziaria 2009 stabilì invece che potevano bastare solo 198 milioni. Come se non bastasse è intervenuto anche il Ministero dell’Ambiente, attraverso una propria riorganizzazione interna prevedendo la soppressione della Segreteria Tecnica che analizza i progetti di messa in sicurezza del territorio. Altra nota dolente: le Amministrazioni Comunali. Che in barba ai Piani di Assetto predisposti, seguitano a concedere permessi di costruzione in aree a rischio, salvo poi chiedere interventi allo Stato in caso di necessità. Infine ci sono le cosiddette concause: la morfologia accidentata del territorio, la scarsità di copertura vegetale intorno ai centri abitati, l’incremento degli eventi meteorologici estremi, la tropicalizzazione dell’area mediterranea, l’impermeabilizzazione del territorio per infrastrutture e fabbricati, lo spopolamento delle zone montane e collinari, non potranno che acuire i rischi connessi al dissesto. Gli eventi siciliani devono determinare un movimento di denuncia e di dibattito consapevole nel nostro paese, affinché sin dalla prossima finanziaria, nell’apposito Allegato Infrastrutture al DPEF siano considerate opere strategiche quelle connesse alla difesa del suolo. Inoltre occorre parallelamente intervenire con adeguati correttivi legislativi per consentire di verificare l’adattamento territoriale nel momento in cui si esprime un giudizio di compatibilità ambientale verso un progetto. Siamo sempre più assediati dai mangiatori di terra che in nome della modernizzazione continuano a depauperare il nostro territorio: arriverà un momento propizio per riuscire a mettergli un freno? Chiudo l’odierna pagina degli Appunti con un’altra triste vicenda, quella della nave dei veleni inabissata dalla Mafia a largo delle coste calabre. Ogni tanto prendiamo coscienza su cosa significa subire l’illegalità criminale, pensate che secondo un pentito che ne ha rilevato l’esistenza, ne esisterebbero altre due in fondo al mare che avrebbero fatto la stessa fine. Certo, per avere la certezza matematica di cosa ci sia in quei fusti occorre aspettare che vengano tirati fuori dall'acqua e analizzati. Ma a questo punto il quadro sembra completo, anche in considerazione della presenza di un'altra nave nei fondali di Amantea, la Jolli Rosso e del recente ritrovamento in zona di una collina di rifiuti radioattivi. Per non parlare dell'aumento dei tumori sulla costa, sui quali indaga proprio la Procura di Paola. E’ questo il quadro generale del profondo sud, un luogo diventato il tavolo preferito dove politica e mafia giocano le loro partite di soldi e di potere. Ai danni dei cittadini onesti ovviamente.
APPUNTI DI COMUNICAZIONE AMBIENTALE DEL MESE DI SETTEMBRE di Roberto Gualandri Dopo la breve pausa estiva, riprende la consueta programmazione associativa integrativa, ovvero quegli appuntamenti speciali oltre le normali escursioni che da sempre caratterizzano le nostre attività. Prime fra tutte le apprezzate Serate Sociali FIE alla Cacciarella che già da qualche anno offrono ai soci e simpatizzanti l’opportunità di ritrovarsi insieme per condividere ed approfondire alcune tematiche legate all’escursionismo e all’ambiente in genere. Sempre nell’ambito di queste occasioni di incontro, torna anche l’angolo degli “Appunti di Comunicazione Ambientale” uno spazio di riflessione ed analisi critica ideato per auspicare un migliore futuro per la nostra collettività. Questi odierni Appunti hanno preso forma giorno dopo giorno, tra i verdi altipiani abruzzesi del Parco Nazionale della Maiella per essere conclusi tra i solitari scenari della Laga Teramana inclusi in un altro importante Parco: quello del Gran Sasso – Monti della Laga. E così mentre le città della penisola da nord a sud erano in piana emergenza afa, le montagne più elevate dell’Appennino centrale offrivano ai villeggianti il loro invidiabile confort, con temperature max sui 28° intorno ai 900 metri di quota e cieli limpidi anche oltre il ferragosto. E allora quale occasione migliore per dedicarsi alle uscite all’aria aperta e a qualche speciale visita (come quella notturna per osservare la rarissima Lontra presso l’Area Faunistica di Caramanico, o all’altrettanto interessante passeggiata al Giardino Botanico di S. Eufemia a Maiella, per visionare le numerose specie vegetali d’alta quota appenninica presenti), oppure nel piacevole isolamento offerto dai luoghi dello spirito di celestiniana memoria, costituiti da eremi nascosti e paesaggi di autentica suggestione. Ma questa prolungata permanenza estiva nei due Parchi Nazionali abruzzesi ha anche permesso di constatare al di là delle buone intenzioni e qualche comoda vetrina ad effetto, che gli abituali metodi di gestione dei rispettivi Enti non riescono ancora ad incidere come dovrebbero, soprattutto riguardo il rapporto con le popolazioni residenti, il cui coinvolgimento rimane colpevolmente residuale e gli strumenti disponibili di fruizione turistica (la rete sentieristica per esempio, risulta per lo più in stato di abbandono). Per finire con quella pessima abitudine tipicamente nostrana di abusare dei Commissariamenti che continuano ad ingessare anche l’operato di queste particolari tipologie di Enti Pubblici. Dalle personali esperienze ferragostane sulle montagne d’Abruzzo, alla positiva esperienza della nostra Federazione ospitata nei fine settimana estivi, nella splendida cornice dei Giardini di Castel S. Angelo, nell’ambito della manifestazione “ Invito alla Lettura”. L’occasione ha permesso al nostro personale incaricato di avvicinare tanti appassionati di escursionismo ma anche famiglie intere o semplici curiosi, di diffondere una sana cultura della montagna, scambiare esperienze e allargare conoscenze. Per questo ci sentiamo in dovere di ringraziare gli organizzatori per l’invito e i tanti concittadini che ci hanno fatto visita presso lo Stand. A questi ringraziamenti aggiungiamo quelli interni rivolti ai nostri AEN che si sono adoperati per assicurare presenza allo Stand per l’intero periodo, con particolare riguardo a Claudia Rinaldi, Lanfranco Giorgi e Giuseppe Virzì, che hanno curato l’organizzazione del nostro stand. E a proposito di Federazione, colgo occasione per informare i soci sui progetti evolutivi in cammino; lo sforzo su cui siamo concentrati da qualche tempo, è quello di cercare di rendere ancor più qualificante questa straordinaria esperienza di aggregazione sociale di appassionati di montagna, attraverso la messa a punto di una sorta di “Laboratorio di opinione ambientale” il quale oltre alle sperimentate ed apprezzate attività escursionistiche, sappia in qualche modo accentuare e condizionare una vera cultura del territorio e dell’ambiente in grado di incidere e facilitare le scelte quotidiane che regolano la qualità della vita dei cittadini. E’ una sfida ambiziosa e anche rischiosa, ma la consapevolezza di essere la più rappresentativa realtà associativa in ambito regionale ci spinge a considerare che fare del sano escursionismo nei fine settimana non basta più. Ne è l’esempio più tangibile l’ultima manifestazione di fine luglio, organizzata per salvare dallo scempio i Monti Reatini. E’ forse giunta l’ora di prenderci alcune responsabilità, forti del vostro sostegno, motivati dalla certezza che l’ambiente ha bisogno anche del nostro contributo. L’esperienze di queste serate sociali a tema sono state inconsapevolmente un importante punto di partenza: contiamo sul vostro aiuto per definire anche questo difficilissimo percorso. Grazie. |
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